
Lo scenario attuale
La mobilità sostenibile è ormai una necessità concreta: la riduzione dei mezzi inquinanti, l’adozione di soluzioni condivise come il car sharing e il carpooling e la necessità di spostarsi in modo sicuro sono obiettivi centrali di territori, imprese e cittadini
In questo contesto, però, il settore assicurativo sembra continuare ancora a proporre soluzioni e prodotti tradizionali, restando ancorato a una logica vehicle‑centric: una polizza distinta per ogni mezzo, contratti separati e logiche di tariffazione che, anche nelle versioni più innovative, restano basate su parametri statici come il chilometraggio o la tipologia di strada percorsa. I dati vengono elaborati a intervalli periodici e il conguaglio viene applicato su base annua, in fase di eventuale rinnovo. Nel frattempo, la copertura rimane attiva indipendentemente dall'effettivo utilizzo del veicolo - che sia in circolazione, parcheggiato su suolo pubblico o fermo in garage.
Anche le soluzioni più moderne rappresentano spesso solo un primo passo verso un'innovazione più profonda: mostrano le potenzialità dei nuovi modelli senza tuttavia superarne i limiti strutturali. Un esempio è BeRebel, insurtech del Gruppo Unipol, che propone una polizza auto mensile a chilometri, gestita interamente da app e con un dispositivo telematico che monitora lo stile di guida per determinare agevolazioni tariffarie
Le nuove esigenze: dalla proprietà all’utilizzo
Il modo di muoversi sta cambiando: la stessa persona combina auto, bici, monopattino, mezzi condivisi e trasporto pubblico. Per questo, l’assicurazione deve spostare il focus dal mezzo alla persona, coprendo l’intera esperienza di mobilità.
La digitalizzazione abilita oggi questo salto: black box, wearable, app e sistemi connessi possono attivare automaticamente la copertura all’inizio dell’utilizzo e disattivarla alla fine, garantendo sicurezza, prevenzione delle frodi e maggior personalizzazione.
Allo stesso tempo, le aziende iniziano a considerare la mobilità dei dipendenti come parte del proprio impatto ambientale: raccogliere dati di commuting diventa essenziale per calcolare le emissioni di Scope 3 e allo scopo di costruire politiche di mobilità sostenibile più efficaci.
Possibili soluzioni. Le polizze del futuro
Una direzione promettente è la creazione di polizze uniche che includano tutti i mezzi usati da una persona, compresi quelli in sharing.
La copertura riguarderebbe le garanzie accessorie - come la Kasko, che a differenza della responsabilità civile interviene per i danni riportati dal proprio veicolo indipendentemente da chi abbia causato l'incidente, e l'assicurazione infortuni del conducente - escludendo appunto la responsabilità civile, che nei servizi di sharing è già obbligatoriamente garantita dal fornitore. Il risultato sarebbe un contenitore assicurativo capace di adattarsi ai comportamenti reali di mobilità, con una base fissa per ogni mezzo registrato e una parte variabile legata all'effettivo utilizzo, per una tariffazione più equa e flessibile.
Nel frattempo, si aprono scenari di community insurance, modelli in cui gruppi di utenti condividono tragitti, riducono il numero di viaggi individuali e partecipano alla definizione dei costi in una logica di risk sharing. I risparmi generati potrebbero essere redistribuiti sotto forma di riduzione dei premi o delle franchigie, fino ad azzerarle.
Un riferimento interessante in questa direzione è il modello di Lemonade, insurtech americana che ha introdotto un approccio strutturalmente diverso da quello delle compagnie tradizionali. Lemonade trattiene una commissione fissa per le spese operative e destina i premi non utilizzati per i sinistri a organizzazioni no-profit scelte dagli stessi assicurati - il cosiddetto Programma Giveback. Il meccanismo riduce il conflitto di interessi tra assicuratore e assicurato, incentivando comportamenti più trasparenti da entrambe le parti.

Come costruire polizze innovative: modelli operativi. Alcuni esempi.
1. Polizza multimezzo unificata
Tutti i mezzi dell'assicurato - auto, moto, bici, monopattino, mezzi in sharing - confluiscono in un unico contenitore assicurativo. La struttura prevede una base fissa per ogni mezzo registrato e una parte variabile legata all'effettivo utilizzo: tempo di uso, contesto urbano o extraurbano, rischio del tragitto e stile di guida. Il sistema fornisce un feedback a ogni spostamento, comunicando se la condotta tenuta comporterà una penale o uno sconto sul costo a chilometro. Sono previsti inoltre incentivi per chi riduce l'uso dei mezzi più impattanti e bonus per chi integra mezzi dolci e sharing.
Esempio: una persona registra auto, e-bike e monopattino. La copertura si attiva automaticamente all'avvio di ogni spostamento, con tariffa variabile modulata sulle tratte percorse.
2. Copertura On-Off con logica Event-Driven
La copertura si attiva e disattiva in base al comportamento dell'utente, indipendentemente dal mezzo. Per auto e moto, il trigger è la scatola nera evoluta; per bici e monopattini, accelerometri da smartwatch, GPS del telefono o connessione Bluetooth con il veicolo. La copertura si attiva all'avvio del tragitto e si disattiva quando il mezzo è fermo, fatta salva la copertura base per la sosta su suolo pubblico.
3. Sistema di incentivi sostenibili
I dati emissivi resi disponibili dalle case costruttrici rendono possibile un approccio tariffario variabile basato sulle emissioni effettive di ogni veicolo. Una polizza multimezzo potrebbe associare a ciascun mezzo il proprio coefficiente emissivo - differenziando, ad esempio, tra ibrido ed elettrico - e tradurlo in incentivi concreti: bonus per chi utilizza la bici o mezzi a basso impatto, sconti per chi riduce l'uso dell'auto, agevolazioni per chi aderisce a programmi di car pooling certificato.
4. Community Insurance e Risk Sharing
Gruppi omogenei di assicurati (dipendenti che condividono tragitti casa-lavoro, bike commuter, utenti sharing) partecipano collettivamente alla gestione del rischio. La tariffazione si basa sulla performance della community: meno sinistri si verificano, più si abbassa il premio per tutti i membri. I risparmi generati possono essere redistribuiti sotto forma di riduzione dei premi o delle franchigie.
Esempio: gli assicurati comunicano via app la propria necessità di spostamento; chi trasporta altri membri riduce i viaggi individuali e ottiene premi più bassi.

Il valore per la collettività
L’innovazione assicurativa genera benefici che vanno oltre il singolo assicurato, che paga in base all'uso reale e può risparmiare, per estendersi alla collettività.
Le polizze possono incentivare l’uso della bici, premiare chi sceglie mezzi meno inquinanti, favorire la condivisione dei tragitti e supportare le aziende nella riduzione del proprio impatto ambientale.
In questo modo la polizza, da obbligo di legge, diventa uno strumento di cambiamento: un abilitatore silenzioso che accompagna cittadini, imprese e comunità verso una mobilità più sana, efficiente e sostenibile.